IL PROGRAMMA DELLE ATTIVITÀ FINO A MARZO 2027
In arrivo le mostre di Ugo La Pietra e Claire Fontaine
la nomina di Simone Ciglia come Chief Curator
e il nuovo ciclo FLR Incontra
La Fondazione La Rocca annuncia il programma delle attività fino a marzo 2027. In arrivo due nuove mostre, Alla finestra di Ugo La Pietra e Claire Fontaine. Manuale d’uso, e l’avvio di FLR Incontra, ciclo di incontri ideato e prodotto direttamente dall’istituzione, e la nomina di Simone Ciglia come Chief Curator.
Già curatore per la Fondazione della mostra diffusa di Matteo Fato Il difficile è dimenticare ciò che si è visto per casa (ritratto di Pescara per caso) (giugno–ottobre 2025), Ciglia affiancherà la Presidenza nel lavoro di ricerca artistica della Fondazione La Rocca a partire da aprile 2026. È storico dell’arte contemporanea, curatore e critico, attualmente Assistant Teaching Professor presso il Dipartimento di Storia dell’Arte e dell’Architettura dell’Università dell’Oregon. Le sue aree di ricerca interessano l’arte dal secondo Novecento a oggi, con particolare attenzione alle intersezioni tra pratiche artistiche, agricoltura, artigianato e impulsi utopici e distopici. Collabora come corrispondente per la rivista Flash Art e ha partecipato a numerosi progetti editoriali, tra cui collaborazioni con Treccani e Zanichelli.
«Sono felice di poter approfondire il dialogo già avviato con la Fondazione La Rocca nel nuovo ruolo di Chief Curator. Il programma espositivo cui sto lavorando vuole sondare la dimensione osmotica delle arti visive con altre discipline – dalla teoria critica alla musica – attraverso un doppio sguardo: da vicino, al territorio in cui la Fondazione è radicata, e da lontano, con una proposta espositiva inedita per l’Italia», dichiara Ciglia. «La nomina di Simone Ciglia nasce da un percorso già condiviso con la Fondazione e dalla volontà di rafforzarne la dimensione di ricerca. Il suo sguardo, capace di mettere in relazione pratiche artistiche e contesti più ampi, contribuirà a sviluppare una programmazione sempre più aperta, radicata nel territorio e in dialogo con la scena internazionale», dichiara il Presidente Ottorino La Rocca.
La proposta delle nuove attività si aprirà con FLR Incontra, un progetto che segna un ulteriore sviluppo del suo programma: accanto alla produzione espositiva, la Fondazione apre uno spazio autonomo di riflessione e ricerca, dedicato al pensiero, alla parola e al confronto tra discipline. Il pubblico sarà invitato a entrare in relazione diretta con studiosi, autori e artisti attraverso formati pensati appositamente — cicli di incontri, monologhi, lezioni — capaci di attivare una dimensione più processuale e discorsiva.
La prima iniziativa di FLR Incontra sarà Teatri sovrannaturali. Le parodie della Sacra Scrittura, ciclo a cura di Gianni Garrera, che partirà domenica 24 maggio con il monologo dal titolo Santità animale. San Francesco e la Natura. La Fondazione La Rocca rende omaggio alla figura del Santo nell’ottavo centenario della sua morte. Filologo musicale, traduttore e drammaturgo, Garrera sarà protagonista di cinque appuntamenti — il 24 maggio, 28 giugno, 26 luglio, 30 agosto e 27 settembre — tutti alle ore 18.30. La serie è pensata per una definizione dell’idea di genialità in rapporto al principio fantastico della rivelazione divina, nel confronto tra i limiti della verità e l’esuberanza dell’errore, l’evidenza dei comandamenti e le immaginazioni dell’eresia nell’elaborazione del testo letterario. Si tratta di indagini sulla confusione tra rivelazione divina e invenzione personale nella letteratura moderna, sugli influssi della favola demoniaca nella pratica poetica e nelle presunzioni mistiche della fantasia. Di mese in mese il percorso toccherà figure e momenti chiave — da San Francesco a Shakespeare fino a Leopardi — costruendo una riflessione sulla tensione tra norma e deviazione nella scrittura. Il ciclo proseguirà il 28 giugno con Il teatro degli spiriti. Shakespeare e l’aldilà, dedicato alla dimensione visionaria e al rapporto tra giustizia, vendetta e immaginazione dell’oltre; il 26 luglio con La resurrezione della carne. Letteratura per la salvezza, un’indagine sulle rappresentazioni del corpo e della vita dopo la fine del cosmo; il 30 agosto con Solido nulla. Gli infiniti di Giacomo Leopardi, centrato sui limiti dell’infinito e del nulla; e si concluderà il 27 settembre con La bellezza distruggerà il mondo. La fine del mondo come opera d’arte, una riflessione sulla dimensione spettacolare e rappresentativa della catastrofe finale.
All’interno di FLR Incontra si inserirà anche, l’11 ottobre, Cose umane, il monologo di Antonio Pascale, ispirato al suo romanzo omonimo (Einaudi, 2025), che affronta con ironia e lucidità le contraddizioni del presente, dal rapporto con la terra all’energia fino alle relazioni, restituendo una riflessione sulle tensioni che attraversano la contemporaneità.
La nuova stagione espositiva prenderà avvio con Alla finestra di Ugo La Pietra, a cura di Giacinto Di Pietrantonio, con opening il 13 giugno e apertura al pubblico dal 16 giugno al 3 ottobre 2026. Tra i principali protagonisti della scena artistica e progettuale italiana del secondo Novecento, Ugo La Pietra (Bussi sul Tirino, 1938) è artista, architetto di formazione e “ricercatore nel sistema della comunicazione e delle arti visive”, attivo tra arte, design e riflessione sull’abitare. Concepita appositamente per gli spazi della Fondazione La Rocca, l’esposizione presenta circa 70 opere, tra lavori bidimensionali, acrilici su tela, fotomontaggi, acquerelli su carta, e tridimensionali, ceramiche e arazzi. Il percorso si articola in sei sezioni che sviluppano uno dei nuclei centrali della sua ricerca: il rapporto tra interno ed esterno, attraverso la figura della finestra, intesa come soglia tra spazio privato e pubblico e come dispositivo di visione.
Il programma proseguirà con l’apertura, il 19 dicembre 2026, di Claire Fontaine. Manuale d’uso, mostra personale del collettivo di artisti concettuali femministi, a cura di Simone Ciglia, che resterà aperta fino a marzo 2027. Il progetto nasce dall’omonima monografia di Anita Chari e si configura come una mostra-saggio che traduce il volume nello spazio espositivo, affiancando estratti del testo critico alle opere e mettendo in relazione alcune delle principali linee teoriche del lavoro di Claire Fontaine: dalla critica istituzionale alla defunzionalizzazione, fino al materialismo femminista e alle pratiche di soggettivazione e desoggettivazione.
Entrambe le mostre saranno accompagnate da un catalogo edito da Allemandi e da public program dedicati e visite guidate.






